Ruolo regionale

Il paese sta tessendo alleanze, con Etiopia e Uganda in particolare, per aver un peso maggiore nell’area. Kenyatta ha promesso un maggior impegno nel continente per diventare pedina chiave nello scacchiere africano. Occhi puntati su Somalia e Sud Sudan, strategici per sicurezza e petrolio.

Il Kenya è un gigante regionale. Sia economico che militare. E ha l’ambizione di pilotare i suoi interessi ben oltre i propri confini. Lo conferma il suo attivismo nelle vicine crisi somale e sudsudanesi. Lo stesso presidente Uhuru Kenyatta ha espresso pubblicamente questa voglia di uscire dal guscio domestico. In occasione del Golden Jubilee per i 50 anni di indipendenza del paese – presso il Safaricom Stadium di Kasarani – ha orientato il suo discorso alla nazione proprio verso la definizione della nuova politica estera del Kenya, centrata molto più sull’Africa rispetto al passato, promettendo un maggior ingaggio del paese nel continente. Come? Attraverso almeno tre passaggi significativi: un’accelerazione dell’integrazione economica continentale; l’apertura delle frontiere per gli immigrati africani, che beneficeranno di un visto gratuito valido per sei mesi; l’impegno a partecipare con migliaia di soldati alla Forza di pronto intervento africano, la creatura del presidente ugandese Yoweri Museveni e di quello sudafricano Jacob Zuma chiamata ad agire militarmente, e in tempi rapidi, nelle aree di crisi continentali.

Una realtà, quella kenyana, che si è consolidata in questi anni anche come vero e proprio hub commerciale e finanziario. Uno snodo logistico portante dell’intera Africa orientale, con Mombasa che costituisce il centro di transito commerciale per l’area e verso i paesi occidentali. Solo nel 2012 vi sono transitati circa 22 milioni di tonnellate di merci, di cui due terzi destinati ai paesi confinanti. Soprattutto all’Uganda. Non per nulla le azioni del presidente Museveni – compreso il supporto dato a Kenyatta nella sua sfida alla Corte penale internazionale per la sospensione del processo all’Aia – sono tutte tese a condizionare e controllare il Kenya, per influenzarne le scelte economiche. (…)

 

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