Il mondo intero è commosso per la scomparsa di Madiba, il nome del suo clan xhosa, leader del movimento di liberazione dell’African National Congress e padre del Sudafrica democratico che è diventato l’icona universale della lotta per i diritti umani. In lui si riconoscono uomini e donne impegnati in ogni angolo del pianeta per il riconoscimento dei diritti umani contro ogni forma di discriminazione e oppressione.

Il mondo intero è commosso per la scomparsa di Madiba, il nome del suo clan xhosa, leader del movimento di liberazione dell’African National Congress e padre del Sudafrica democratico che è diventato l’icona universale della lotta per i diritti umani. In lui si riconoscono uomini e donne impegnati in ogni angolo del pianeta per il riconoscimento dei diritti umani contro ogni forma di discriminazione e oppressione.

Madiba è il militante politico che antepone il bene della nazione agli interessi e alle ambizioni personali. Per la liberazione del suo popolo è disposto a sacrificare la propria libertà, anche a morire se necessario. Per gli ideali di libertà è condannato al carcere a vita.

Madiba, uomo del dialogo. Negli ultimi anni di carcerazione si assume la responsabilità di avviare il dialogo con suoi avversari politici e dà inizio alla stagione nuova che, dopo la sua liberazione, porterà al tavolo negoziale tra il Partito nazionale e l’Anc. Diventerà l’artefice principale della transizione dal regime segregazionista bianco a una nazione democratica con le prime elezioni libere celebrate pacificamente nell’aprile 1994, senza il temuto bagno di sangue.

Madiba incarna i valori della riconciliazione: una volta diventato il primo presidente del nuovo Sudafrica costituisce il riferimento cardine per la riconciliazione di una nazione lacerata da secoli di divisione e segregazione razziale. Non serba rancori e a chi gli chiede se avesse perdonato ai suoi aguzzini che lo hanno tenuto in carcere per 27 anni Mandela risponde – “se non avessi perdonato loro sarei ancora loro prigioniero”. Libero da pregiudizi va incontro alla comunità bianca chiedendo loro di collaborare al piano di ricostruzione della nazione. La commissione Verità e Riconciliazione da lui voluta e guidata dall’arcivescovo anglicano Desmond Tutu offre la possibilità di riscatto ai perpetratori dei reati dell’apartheid e riconosce alle vittime il contributo di dolore e sangue alla lotta di liberazione. L’esperimento della commissione viene apprezzato da altri paesi che usciti dalla guerra trarranno ispirazione da essa per mettere in atto esperienze simili.

Madiba lo statista non cede alle lusinghe del potere. Nel 1999 non si ricandida per la seconda volta alle elezioni politiche, diritto consentitogli dalla legge, per lasciare il posto a chi è più giovane di lui e con più energie per poter guidare il paese. Il suo esempio è una sfida ad altri leader politici in Africa e altrove che considerano il potere un privilegio da mantenere a tutti i costi, non un servizio alla comunità.

Grazie Madiba! 

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