Sahel / Lotta al terrorismo

La Francia e i cinque partner del Sahel – Burkina Faso, Ciad, Niger, Mali e Mauritania – (nella foto i capi di Stato) hanno concordato ieri di intensificare “immediatamente” la cooperazione militare per combattere l’espansione jihadista, “sotto il comando congiunto della Forza Barkhane e della Forza congiunta del G5 Sahel, individuando come priorità gruppi terroristici affiliati a Daesh”. La decisione è stata presa nel corso del vertice voluto dal presidente Emmanuel Macron a Pau, nel sud-ovest della Francia.

Sempre ieri Macron ha anche annunciato l’invio di altri 220 soldati nel Sahel. Un impegno in controtendenza rispetto a quello degli Stati Uniti che hanno invece ribadito di voler ridurre il numero di truppe dispiegate in Africa nei prossimi anni.

Il capo dello stato maggiore congiunto degli Stati Uniti, generale Mark Milley, ha dichiarato che le risorse «potrebbero essere ridotte e poi spostate, sia per aumentare la prontezza della forza negli Stati Uniti continentali, sia per spostarsi verso il Pacifico». L’annuncio segue la richiesta del presidente Donald Trump, la scorsa settimana alla NATO, di fare di più in Medio Oriente.

Washington ha circa 7mila forze speciali in rotazione in Africa che svolgono operazioni congiunte con forze nazionali contro il terrorismo jihadista, in particolare in Somalia.

Altri 2mila soldati stanno conducendo missioni di addestramento in circa 40 paesi africani e partecipando a operazioni di cooperazione, in particolare con l’operazione francese Barkhane in Mali, a cui forniscono principalmente assistenza logistica. (Anadolu / News 24)