Sahel: impennata dei sequestri di cocaina - Nigrizia
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Rapporto Onu, sempre più implicati i gruppi jihadisti
Sahel: impennata dei sequestri di cocaina
27 Giugno 2023
Articolo di Redazione
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Sequestro di una partita di cocaina in Mali

I traffici di droga, in particolare cocaina e cannabis, prosperano nel Sahel perché a gestirne il traffico sono anche bande criminali e gruppi jihadisti legati ad al-Qaida e allo Stato islamico nel grande Sahara.

Lo afferma un rapporto dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (Onudc), pubblicato ieri a Niamey, capitale del Niger.

Nel 2022 sono stati sequestrati 863 chilogrammi di cocaina: 488 kg in Burkina Faso, 215 kg in Niger e 160 kg in Mali. Il rapporto sottolinea che dal 2015 al 2020 c’erano stati sequestri per 13 kg l’anno e che nel 2021 si era arrivati a 35 kg. Nel 2022, il grande balzo. Sono invece 31 le tonnellate di cannabis intercettate nel 2021.

E questi sequestri «sono probabilmente solo la punta dell’iceberg di un flusso ben più consistente». Le droghe arrivano in genere dall’America Latina, transitano dai paesi costieri dell’Africa occidentale, proseguono il loro cammino nel Sahel e nel Sahara per poi arrivare sul mercato europeo.

Di solito sia le bande criminali sia i gruppi jihadisti si autofinanziano attraverso rapimenti a scopo di riscatto oppure trafficando migranti oppure ancora chiedendo una “tassa” a coloro che transitano nelle zone da loro controllate. Ora hanno trovato una nuova fonte d’entrata agganciandosi alle tradizionali reti dei trafficanti di droghe e collaborando nel trasporto della merce attraverso il Sahel.

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