La Somalia entra nella Comunità dell’Africa Orientale - Nigrizia
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Il blocco regionale punta all'espansione
La Somalia entra nella Comunità dell’Africa Orientale
Per il presidente Hassan Mohamud l'adesione all'EAC rappresenta un riconoscimento sul piano politico e un’opportunità di sviluppo economico-commerciale e per il rafforzamento della sicurezza. Ma c’è chi sostiene che il paese non sia ancora pronto e che il suo ingresso nel blocco ne possa mettere a rischio stabilità ed efficienza
28 Novembre 2023
Articolo di Bruna Sironi (da Nairobi)
Tempo di lettura 4 minuti
Il presidente della Somalia Hassan Mohamud

Il 24 novembre la Somalia è diventata l’ottavo stato della Comunità dell’Africa orientale (East Africa Community – EAC). L’ammissione è avvenuta durante l’ultimo summit dei capi di stato, il 23simo, tenutosi lo stesso giorno ad Arusha, in Tanzania.

Lo stesso nel quale il burundese Évariste Ndayishimiye ha ceduto la presidenza di turno al sudsudanese Salva Kiir.

All’organizzazione regionale, fondata da Kenya, Uganda e Tanzania e operativa dal luglio del 2000, nel corso degli anni hanno aderito Rwanda e Burundi (nel 2007), Sud Sudan (nel 2016) e Repubblica democratica del Congo (nel 2022).

La Comunità dell’Africa orientale è nata con l’obiettivo primario di perseguire l’integrazione economica dei paesi membri. Obiettivo raggiunto nel 2010 con l’armonizzazione delle tariffe doganali su un territorio di 4,8 milioni di chilometri quadrati che, nel 2022, ha facilitato commerci per un valore di 78,75 miliardi di dollari.

Con l’adesione di Mogadiscio, l’EAC conta su un mercato interno di oltre 300 milioni di persone, il 25% circa della popolazione del continente.

Ѐ un’organizzazione solida, come ha sottolineato il presidente kenyano William Ruto nell’occasione: «Mentre mi congratulo con la Somalia, lasciate che mi congratuli anche con gli altri sette paesi membri di questa grande organizzazione. L’EAC è oggi la più integrata e progressista comunità economica del nostro continente».

Obiettivo allargamento

L’ambizione è di rafforzare ulteriormente l’organizzazione con l’adesione di altri paesi adiacenti, in particolare quelli del Corno d’Africa. Secondo la leadership dell’EAC, la Somalia potrebbe infatti fare da traino all’ingresso dell’Etiopia, di Djibuti e forse anche dell’Eritrea.

Paesi che, per ora, non hanno però avanzato richieste in proposito. Ma l’obiettivo che la leadership dell’EAC si pone è quello di arrivare ad almeno 10 membri al più tardi entro la fine di questa decade.

La Somalia ha seguito un lungo processo per avere l’approvazione all’ingresso nell’EAC. Ha avanzato la prima domanda di adesione una decina di anni fa e altre volte negli anni successivi. La richiesta non ha avuto seguito a causa delle difficili condizioni di sicurezza del paese.

L’ingresso nella Comunità era stata indicata tra le priorità nel programma di governo del presidente Hassan Mohamud, insediatosi il 23 maggio 2022, che ha ripresentato la candidatura durante il 22° summit, tenutosi nell’autunno dello stesso anno.

L’ingresso nell’EAC non è avvenuto senza approfondimenti. Nel febbraio dell’anno scorso un team di esperti dei paesi membri ha verificato e valutato i requisiti necessari per l’adesione, in particolare per quanto riguarda il quadro di riferimento istituzionale e quello legale, le politiche economiche, le strategie di sviluppo, le aree di cooperazione con gli altri stati membri e le aspettative del paese.

Pro e contro

Il rapporto conclusivo è stato evidentemente positivo. Ma diversi analisti pensano che il paese non sia ancora pronto, soprattutto dal punto di vista del buon governo, della trasparenza, della giustizia sociale, della protezione dei diritti umani, come richiesto dal trattato costitutivo della Comunità e dalla Carta africana dei diritti dell’uomo e dei popoli.

Sarebbe dunque stato meglio non affrettare l’adesione del paese all’organizzazione, anche tenendo conto che le condizioni di sicurezza sono ancora precarie.

Lo sostiene, ad esempio, il professor Asiimwe Solomon Muchwa, esperto di relazioni e sicurezza internazionali, il quale paventa che i problemi di sicurezza somali, aggiunti a quelli del Sud Sudan e della Repubblica democratica del Congo – dove le truppe dell’EAC dispiegate nell’Est stanno per essere ritirate -, potrebbero porre a rischio la stabilità e l’efficienza della stessa organizzazione.

Molte sono state però le voci a supporto del suo ingresso. La prima, sicuramente molto autorevole, è stata quella del segretario generale della Comunità, Peter Mathuki, che ha sottolineato l’importanza della collocazione del paese che, con i suoi 3.000 chilometri di coste, fa da ponte con la penisola arabica e dunque potrebbe facilitare le relazioni commerciali con il mondo arabo.

L’altro importante argomento a favore è la già forte presenza e integrazione della dispora somala e attivismo della sua classe imprenditoriale in diversi paesi membri, come il Kenya, l’Uganda e il Sud Sudan.

L’adesione ufficiale all’EAC, con le facilitazioni in termini di tariffe doganali, di trasferimenti finanziari e di merci, potrebbe facilitare investimenti in diversi settori economici in Somalia, supporando anche lo sviluppo economico del paese.

Nel suo discorso dopo l’ammissione del paese, il presidente somalo ha dichiarato che si tratta di un momento storico per il suo paese e per tutta la regione, e ha espresso la convinzione che porterà una maggior sicurezza e una migliore integrazione regionale, condizioni propedeutiche a enormi benefici nei commerci, negli investimenti, nella crescita economica e nello sviluppo delle infrastrutture.

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