I rapporti tra Sudan e Sud Sudan, fondamentali per la stabilità dei due paesi e dell’intera regione, si giocano attorno ad alcuni temi, sul tappeto fin dalla secessione del Sud e mai risolti.

La questione più delicata è il presunto sostegno ai rispettivi movimenti di opposizione armata. Khartoum ha ripetutamente chiesto di mettere fine all’aiuto concesso all’Srf, la coalizione dei movimenti di opposizione armata. Juba respinge recisamente l’accusa, anche se è ormai appurato che, almeno il movimento darfuriano Jem, ha combattuto al suo fianco nello stato di Unità. In diverse occasioni l’aviazione sudanese si è spinta fino a bombardare ipotetiche basi ribelli in territorio sudsudanese. Juba a sua volta ha ripetutamente chiesto conto dell’aiuto sudanese a vari gruppi della sua opposizione armata, che ritiene sia iniziato ancor prima dell’indipendenza.

Dallo scoppio della crisi in Sud Sudan (fine 2013), l’attenzione si è concentrata sui rapporti tra il governo di Khartoum e Rieck Machar, che hanno avuto un periodo di collaborazione anche durante la guerra che ha portato all’indipendenza del Sud Sudan. Machar ha incontrato ripetutamente i leader sudanesi e voci insistenti, compresa una recente dichiarazione pubblica dell’ambasciatore sudsudanese in Kenya, dicono che ne abbia ricevuto un consistente supporto in termini di basi logistiche e armamenti.

Machar, dal canto suo, ha espresso la convinzione che Khartoum potrebbe e dovrebbe giocare un ruolo più attivo nei colloqui di pace, dove invece il Sudan, finora, è stato allineato alle posizioni del tavolo negoziale regionale dell’Igad. Sarebbe ingenuo, però, supporre che non ci siano anche posizioni e interessi che non vengono dichiarati attorno a quel tavolo. Non è un segreto che molti esponenti della leadership di Khartoum non si sono rassegnati all’indipendenza del Sud Sudan e potrebbero cogliere l’occasione per giocare un ruolo più attivo nel paese in crisi, più che nei colloqui di pace.

Altre due delicate questioni rimangono aperte nei rapporti tra i due paese: i diritti di passaggio del petrolio in territorio sudanese, che dovrebbero essere rinegoziati prossimamente, e lo stato della regione petrolifera di Abyei, a cui Khartoum di fatto non ha mai rinunciato. Durante la campagna elettorale, il presidente El-Bashir ha affermato che Abyei è sudanese, dimenticandosi di un referendum di autodeterminazione voluto dagli accordi di pace del 2005 e mai tenutosi proprio per l’opposizione del suo governo.

Copyright 2021 © Nigrizia - Tutti i diritti sono riservati