UA / Presidenza

Sono cinque, e tutti con grande esperienza politica, i candidati alla successione della sudafricana Nkosazana Dlamini-Zuma alla presidenza della Commissione dell’Unione Africana. Il 9 dicembre scorso, per la prima volta, si è svolto un dibattito televisivo nel quale i candidati hanno potuto presentare pubblicamente i loro programmi su vari temi, tra cui: democrazia, Stato di diritto, libera circolazione di merci e persone, promozione delle donne e dei giovani, termini del finanziamento dei programmi dell’UA. In corsa per la presidenza c’è una sola donna, Amina Mohamed Jibril, 55 anni, ministra degli Esteri del Kenya, candidata della Comunità degli Stati dell’Africa Orientale (Eac).
Pelonomi Venson Moitoi, 65 anni, ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale del Botswana, è sostenuto invece da tutti i paesi della Comunità per lo sviluppo dell’Africa australe (Sadc). Al terzo posto troviamo il più giovane dei candidati, Agapito Mba Mokuy, 51 anni, ministro degli Esteri della Guinea Equatoriale. L’esponente del Senegal e della Comunità economica degli Stati dell’Africa Occidentale (Ecowas / Cedeao) è invece il 69enne diplomatico e politico senegalese Abdoulaye Bathily. Il quinto candidato è l’attuale ministro degli esteri del Ciad, Moussa Faki Mahamat, 56 anni, già primo ministro tra il 2003 e il 2005, per quasi trent’anni politico di rilievo nella gestione del paese. Il mandato della Dlamini Zuma scadrà a luglio e lei ha già annunciato che non si ricandiderà. Il nuovo presidente avrà l’onere e l’onore di portare avanti l’Agenda 2063. (Rfi)