Camerun: la guerra sulla scuola - Nigrizia
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Nelle province anglofone l’istruzione ancora al centro del conflitto
Camerun: la guerra sulla scuola
Il governo riapre 200 scuole nelle due regioni occidentali. Poca cosa, considerando che l'80% circa dei centri per l'istruzione sono stati chiusi in questi sei anni di guerra dagli indipendentisti armati. Che avvertono: "nessuna scuola aprirà senza il nostro permesso"
01 Settembre 2022
Articolo di Redazione
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I civili, e in particolare i più piccoli, sono ancora al centro del conflitto tra il governo centrale del Camerun -paese di lingua francese – e le due regioni separatiste anglofone. Che si concentra da tempo anche sul sistema dell’istruzione.

Lo scorso 28 agosto, a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico, il 5 settembre, le autorità del Camerun hanno annunciato la riapertura di oltre 200 scuole chiuse a partire dal 2017 a causa della guerra civile in corso da sei anni nelle regioni occidentali di lingua inglese.

Ma la paura e la preoccupazione di studenti, famiglie e docenti resta alta, visto anche quanto accaduto l’anno scorso, quando decine di istituti riaperti dal governo centrale alla vigilia dell’apertura dell’anno scolastico sono stati attaccati dai separatisti che non accettano l’imposizione dell’istruzione pubblica di Yaoundé.

Ngwang Roland Yuven, funzionario governativo responsabile dell’istruzione secondaria nella regione nord-occidentale, ha confermato a Voice of America che diverse centinaia di insegnanti non si sono ancora presentati nelle rispettive scuole.

I combattenti non ci stanno

I timori della popolazione sono confermati da Capo Daniel, vicecapo della difesa di uno dei gruppi separatisti, le Forze di difesa dell’Ambazonia (Adf), il quale avverte che non permetteranno a nessuna scuola governativa di riaprire. E che solo le scuole autorizzate dai separatisti e create dalle comunità saranno autorizzate.

Dall’altro lato il ministro della difesa camerunese, Joseph Beti Assomo, ha assicurato che la sicurezza in tutte le scuole occidentali aperte dai funzionari dell’istruzione sarà protetta dalle truppe governative.

Il 16 agosto il governo aveva ordinato ai militari di chiudere tutte le scuole comunitarie che non rispettano il calendario accademico ufficiale e il programma di studi preparato da Yaounde. I ministri dell’istruzione (di base e secondaria) avevano annunciato la chiusura di quasi 500 scuole cosiddette “clandestine” (326 scuole materne e primarie e 135 secondarie).

Ma questo, fa notare il sito informativo locale Journal du Cameroun, accade ogni anno, e poco dopo altre scuole aprono illegalmente grazie anche alla “mancanza di un vero controllo da parte delle autorità preposte all’istruzione o per complicità con alcuni funzionari dei ministeri interessati”.

Un vero dramma per studenti e famiglie, già pesantemente colpiti dalla guerra e dalle sue conseguenze.

Civili tra due fuochi

I separatisti nel Camerun occidentale hanno lanciato la loro ribellione nel 2016, sulla scia delle proteste e degli scioperi proprio degli insegnanti (con avvocati e magistrati) che denunciavano anni di discriminazione da parte della maggioranza francofona del paese e l’imposizione nelle scuole di programmi di matrice francofona.

La protesta pacifica, cavalcata dagli indipendentisti, è degenerata in un conflitto armato nel 2017.
I combattenti hanno poi cominciato a ordinare la chiusura delle scuole – attaccate con assalti armati, rapimenti e uccisioni di insegnanti e funzionari – e ne hanno trasformate alcune in campi di addestramento.
All’inizio di 2022 l’80% delle scuole del North-West e South-West erano chiuse.

Nel dicembre 2021 il braccio umanitario delle Nazioni Unite (Unocha) stimava che oltre 700mila bambini fossero rimasti senza istruzione.
Il conflitto ha ucciso più di 3.300 persone e ha causato più di mezzo milione di sfollati, secondo l’Onu.

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