Algeria Armi, Conflitti e Terrorismo Marocco
Firmato un accordo con Tel Aviv nel settore della difesa
Marocco e Israele rafforzano la cooperazione militare
La normalizzazione dei rapporti tra i due paesi ha aperto la strada ad una sempre più stretta collaborazione nel settore della difesa con la fornitura di sistemi militari israeliani a Rabat. Una corsa al riarmo che preoccupa l’Algeria e il Fronte Polisario
26 Novembre 2021
Articolo di Luciano Ardesi
Tempo di lettura 3 minuti
Marocco Israele

Si rafforzano i legami tra Israele e il Marocco, dopo il ristabilimento delle relazioni diplomatiche tra i due paesi nel dicembre dello scorso anno. Il 24 novembre, nel corso della prima visita di un ministro della difesa israeliano (Benny Gantz) in Marocco e in un paese arabo, è stato firmato un accordo militare – l’ultimo di una serie di accordi firmati di recente da Tel Aviv in Africa – che prevede la cooperazione nel campo della sicurezza e dei servizi segreti, la fornitura di sistemi d’arma, e l’addestramento e la formazione.

Per la verità, la fornitura di materiale militare, specialmente droni, non è nuova da parte di Tel Aviv, soprattutto dopo la ripresa della guerra nel Sahara Occidentale tra il Marocco e il Fronte Polisario che rivendica l’indipendenza dell’ultima colonia africana. In luglio Marocco e Israele avevano già firmato un accordo nel campo della cybersecurity che fa il paio con l’acquisizione da parte di Rabat del sistema di sorveglianza dei telefoni cellulari Pegasus, fornito dall’impresa israeliana NSO, e svelato da un’inchiesta internazionale. 

Il giorno prima della firma dell’accordo, è stata diffusa la notizia dell’acquisto da parte del Marocco del sistema di difesa anti-droni israeliano Skylock, fabbricato dalla Avnon, in grado di proteggere da attacchi di prossimità. Il Marocco stesso ha acquisito in settembre dei droni turchi del tipo Bayratkar che recentemente hanno attacco un convoglio sahrawi e uno algerino. Il Marocco si è lanciato nella corsa ad acquistare armi ed equipaggiamenti su più fronti, con l’intento evidente di cercare di colmare il divario che la divide dal potente esercito algerino. 

E l’Algeria ha subito reagito affermando che l’obiettivo dell’accordo è l’Algeria stessa, che si sente a portata di mano dei nuovi droni che Tel Aviv si appresta a fornire a Rabat, data la lunga frontiera  comune.

Del resto questo accordo è solo l’ultimo della serie già lunga di episodi conflittuali che hanno costellato i rapporti tra i due paesi da quando l’Algeria ha deciso di rompere le relazioni diplomatiche con il Marocco e chiudere il suo spazio aereo agli aerei di Rabat. E anche questa volta i due paesi hanno diffuso notizie per delegittimare l’avversario, in una escalation il cui obiettivo finale (una guerra?) è ancora difficile da decifrare, malgrado tutte le premesse siano in campo.

Dopo un lungo periodo di assenza dalla scena internazionale, durante gli anni del declino dell’ex-presidente Bouteflika poi costretto alle dimissioni dalla protesta popolare, l’Algeria è intenzionata a riprendere il protagonismo che dimensioni, popolazione, risorse petrolifere (gas) e armi gli consentirebbero.

Il Marocco d’altra parte ha fatto della diplomazia la parte più dinamica della sua politica. Il riarmo ne diventa ora il supporto per fronteggiare la sfida fondamentale: la questione del Sahara Occidentale, da sempre la bussola della monarchia marocchina e di qualunque governo.

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