Africa

Il ministero degli Esteri francese ha aggiornato ieri l’allerta per i viaggiatori in Africa, chiedendo ai cittadini francesi di non recarsi nel Togo settentrionale “data la comprovata presenza di gruppi armati attivi nel Burkina Faso sud-orientale” e il dispiegamento di “significative risorse a protezione del confine togolese”. La nota indica come zone off limits anche il nord della regione di Savanes e la parte settentrionale del confine con il Benin, dalla città di Nadoba.  

L’allerta arriva due giorni dopo l’intervento delle forze speciali francesi della missione anti-terroristica Barkhane nel nord del Burkina che ha portato alla liberazione di quattro ostaggi e all’uccisione di due militari francesi, e dopo il sequestro di due turisti francesi in Benin.

L’attività di gruppi jihadisti ha portato Parigi a rivedere il livello di vigilanza in tutta la regione sahelo-sahariana, considerata come la più a rischio del continente, in particolare la fascia che va dalla Mauritania alla Somalia passando da Mali, Niger, Burkina Faso, Sudan, Libia e parte dell’Algeria.

In particolare i territori di Mali, Niger, Sud Sudan e Somalia sono classificati a “livello rosso” di rischio, con viaggi “fortemente sconsigliati”. A “livello arancio”, ovvero “sconsigliati salvo ragioni di forza maggiore” gran parte dell’Algeria, della Mauritania, del Burkina Faso, della Nigeria, del Ciad e dei paesi dell’Africa centrale e orientale. “Vigilanza rinforzata” nelle zone di “livello giallo”, tra cui Senegal, Costa d’Avorio, Guinea e Africa australe.

Nel continente il Marocco è invece classificato con un livello di rischio basso, “verde”. Negli ultimi anni però il paese ha aumentato il livello di allerta e la lotta al terrorismo per fronteggiare l’infiltrazione di cellule jihadiste, l’ultima delle quali smantellata a gennaio, poche settimane dopo l’assassinio di due giovani turiste scandinave ad opera di affiliati allo Stato islamico. (Anadolu / Le360)    

Copyright 2021 © Nigrizia - Tutti i diritti sono riservati