La Somalia affida alla Turchia la difesa delle sue acque - Nigrizia
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Ankara si schiera militarmente a sostegno di Mogadiscio che accusa l’Etiopia di minacciare la sua integrità territoriale
La Somalia affida alla Turchia la difesa delle sue acque
22 Febbraio 2024
Articolo di Redazione
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La Turchia rafforza il suo posizionamento militare e commerciale nel Corno d’Africa. L’alleato più strategico resta la Somalia, il cui parlamento ha ratificato ieri un importante accordo commerciale e di difesa, firmato l’8 febbraio tra Mogadiscio e Ankara.

In base all’intesa, che ha una valenza di 10 anni, la Turchia si occuperà dello sviluppo, della fornitura di armi ed equipaggiamenti e dell’addestramento delle forze della marina somala, ad oggi praticamente inesistente. In cambio otterrà il 30% delle risorse della zona economica marittima della Somalia.

L’accordo consente inoltre ad Ankara, la cui la marina già pattuglia da quattordici anni il Golfo di Aden, di schierare le proprie navi da guerra a difesa delle acque somale.

La Turchia ha stabilito da tempo saldi rapporti di collaborazione con Mogadiscio, iniziati nel settembre 2017 con l’apertura nella capitale di Turkom, la sua più grande base militare all’estero. L’amministrazione Erdogan ha anche investito molto nei settori dell’istruzione, delle infrastrutture, della sanità e ha fornito ingenti aiuti umanitari.

Questo nuovo accordo è stato salutato dal governo somalo come “un passo importante nel rafforzamento della sicurezza marittima della Somalia. In particolare per quanto riguarda pirateria, pesca illegale e scarico di rifiuti tossici”.

Ma agli analisti non è sfuggito quanto dichiarato dal ministro della Difesa turco Yasar Guler durante la cerimonia della firma, in riferimento agli incontri avuti in precedenza con il suo omonimo somalo Abdulkadir Mohamed Nur. «Nelle nostre discussioni (…) abbiamo ribadito l’importanza che attribuiamo alla sovranità e all’integrità territoriale della Somalia».

Un messaggio piuttosto esplicito lanciato da un potente membro della NATO ad Etiopia e Somaliland, regione settentrionale staccatasi dalla Somalia nel 1991 che Mogadiscio continua a considerare parte del suo territorio.

La notizia del patto arriva infatti nel pieno di un’escalation di tensione tra Etiopia, Somaliland e Somalia per la firma di un memorandum d’intesa tra Addis Abeba e Hargeisa in base al quale l’Etiopia otterrebbe in concessione 20 chilometri di costa per installare una base militare e commerciale nella regione separatista. Accordo che Mogadiscio considera “illegittimo”.

A rispondere è stato oggi il presidente del Somaliland: «L’accordo con l’Etiopia sarà implementato, e tu non potrai cambiarlo, nemmeno con l’appoggio di Egitto e Turchia», ha dichiarato Muse Bihi Abdi, rivolgendosi direttamente al capo dello stato somalo Hassan Mohamud.

Per assicurarsi un posto in prima fila all’imbocco del Mar Rosso, il 19 febbraio Ankara ha firmato anche una serie di accordi di cooperazione militare con Djibuti, paese strategico affacciato sul Golfo di Aden, confinante sia con l’Etiopia che col Somaliland.

Intanto sulla terraferma in Somalia anche gli Stati Uniti sgomitano per ritagliarsi un ruolo sempre più rilevante nel settore della difesa, in difficoltà nella lotta al terrorismo dopo l’inizio del progressivo ritiro delle forze dell’Unione Africana (ATMIS).

In quest’ottica il 16 febbraio scorso hanno finalizzato un accordo per stabilire cinque nuove basi militari in luoghi chiave, tra cui Baidoa, Dhusamareb, Jowhar, Kismayo e Mogadiscio.

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