Nigrizia, ha incontrato l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, il dottor Filippo Grandi, per parlare del rebus migranti nelle Afriche. Iniziando dalla Libia, sotto i riflettori europei con le visite, in questi ultimi giorni, a Roma e Parigi, del primo ministro Dbeibah e di una nutrita delegazione ministeriale in cerca d’affari, per affrontare le tragedie senza fine lungo la rotta del Mediterraneo centrale, dove i morti sono aumentati del 200% in un anno, dei continui respingimenti delle sedicenti guardie costiere libiche (che l’Italia continua a pagare!) e delle violazioni tremende dei diritti umani nei lager governativi e informali sul territorio libico.

Sullo sfondo la vicenda del patto europeo sui migranti, che l’Onu appoggia con riserva, ancora troppo centrato su pilastri dell’esternalizzazione e militarizzazione delle frontiere, dei respingimenti e dei rimpatri volontari invece della necessaria lungimiranza per tenere insieme dignità umana, modalità integrate e razionali di accoglienza, politiche strategiche di sviluppo, investimenti e lavoro e percorsi condivisi di cooperazione con i paesi africani. 

Nell’intervista anche le sfide delle altre aree di crisi che riguardano sfollati e rifugiati in Africa, in modo particolare il Tigray, dove continua la terribile guerriglia tra esercito federale e TPLF (Fronte Popolare di LIberazione del Tigray) mentre il 91% della popolazione ha urgente bisogno di aiuti umanitari, la Repubblica Democratica del Congo, con oltre 5 milioni di sfollati interni dovuti al caos della regione dei Grandi Laghi e i paesi del Sahel, sotto la mira dei continui attacchi djihadisti.